Il bracconaggio ittico è causa o concausa del deperimento ittico gardesano?

Il bracconaggio ittico è causa o concausa del deperimento ittico gardesano?
Ha fatto il giro del web il video in cui si vede una barca con due persone a bordo muoversi in piena notte all’interno di un porto privato sul Lago di Garda, presso Peschiera del Garda.
Sembrerebbero “bracconieri” intenti a calare/recuperare reti o altro…in realtà il video non è così chiaro, almeno per me.
Ma questo è comunque bastato per scatenare sui social commenti di ogni tipo.
Di notte, su una barca di quel modello, intorno ad una zona portuale del basso Garda dove spesso si riparano le Carpe, si può in effetti ipotizzare fosse in atto una pesca illegale….ma dalle immagini proprio non si capisce.
A margine del video c’è da dire che all’interno di aree portuali, con ormeggi, pontili, ecc…la pesca con le reti è vietata.
Quindi, in ogni caso, azioni che vanno in quella direzione devono essere sempre segnalate alle autorità competenti.
Saranno poi loro, intervenendo, a valutare la situazione.
Non vedrete mai un pescatore di professione, che svolge la sua attività legalmente e con coscienza, collocare reti all’interno dei porti, non lo vedrete mai né di giorno né di notte.
Questo mi sento di scriverlo perché nella frenesia dei commenti social che si sono scatenati, ho letto accuse ingiustificate verso una categoria che viene sempre più messa sotto accusa solo perché, di fatto, fa il suo lavoro.
Si è arrivati addirittura ad utilizzare questo video per sdoganare l’impatto del Siluro nel Lago, come se un problema (𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒃𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐) potesse eliminarne un altro, ovvero l’aumento esponenziale del Siluro. Siluro che è certo uno dei problemi…ma non certo IL problema.
Si fa sempre fatica ad essere obiettivi sui social, non ci sono “filtri” e il voler accusare e giudicare sempre e comunque risulta essere la costante…riflettere pare quasi impossibile.
Nelle complesse dinamiche ed equilibri del Lago di Garda noto come spesso si voglia volutamente considerare solo un solo fattore, magari quello più vicino alle proprie convinzioni e/o appartenenze, eliminando tutti gli altri, sentenziando poi “la qualunque” a riguardo.
𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐞 𝐢𝐭𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐋𝐚𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐞’ 𝐮𝐧𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐢-𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞.
C’è di mezzo l’𝐡𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚𝐭 litorale ed acquatico e quindi la possibilità o meno di una riproduzione efficace delle specie ittiche.
Le 𝐈𝐀𝐒, specie aliene con carattere di invasività, quindi competizione alimentare e predazione a vari livelli.
Il 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚 che aumenta sempre più la temperatura dell’acqua con modifiche dei rimescolamenti e ossigenazione degli strati profondi.
La pesca e l’incapacità ancora di poter 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐟𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐞𝐥 𝐋𝐚𝐠𝐨 per identificare una quota di prelievo (𝒑𝒓𝒐𝒇𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒆 𝒔𝒑𝒐𝒓𝒕𝒊𝒗𝒐) sostenibile…e altri fattori che ho trattato varie volte.
Sono tutte realtà, insieme certamente al fenomeno del bracconaggio, che pesano sulla bilancia dell’equilibrio ittico e ambientale…ognuno con un suo peso specifico.
𝐋𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨, 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐨𝐫𝐫𝐞𝐢 𝐩𝐢𝐮𝐭𝐭𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐞’ 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞:
Sul Lago di Garda abbiamo fortunatamente la Polizia di Stato – Sq. Nautica, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e la Guardia Costiera. Forze che lavorano in sinergia tra loro, con mezzi e uomini a disposizione H24, 365gg l’anno.
𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐢𝐨’ 𝐜𝐡𝐞 𝐞’ 𝐚𝐛𝐮𝐬𝐢𝐯𝐨 𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐭𝐢 𝐚𝐛𝐮𝐬𝐢𝐯𝐞, 𝐯𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐞.
𝐂𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐞 𝐢𝐥 𝟏𝟏𝟐, piuttosto che fare dei filmati da usare sui social. Bisogna avere fiducia in chi lavora per la nostra sicurezza e per il rispetto delle regole, grazie anche al nostro senso civico che impone di fare le nostra parte, quindi segnalare.
La vostra chiamata attiverà le forze di cui sopra e a seconda della situazione denunciata, saranno attivati i controlli più idonei e tempestivi.
𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞’ 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐛𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐝 𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐨.
Fosse anche in piena notte la Guardia Costiera, ad esempio, ha mezzi veloci e personale sempre pronti.
I controlli quindi ci sono, i mezzi ed il personale pure, tanto per essere chiari, viste le cose che ho letto ultimamente.
Io stesso, non molto tempo fa ho potuto fare affidamento a loro: quella volta fu la Guardia Costiera che tempestivamente si rese disponibile recuperando reti abusive.
Esse rappresentano infatti un rischio (𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆’ 𝒏𝒐𝒏 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒔𝒆𝒈𝒏𝒂𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒓𝒆𝒈𝒐𝒍𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊) e non solo per l’ittiofauna e l’ambiente, ma anche per la sicurezza della navigazione e per i tanti subacquei e apneisti che, immergendosi nel Lago, possono rischiare di incappare in queste vere e proprie “trappole”.