Indietro nel tempo nella Valle delle Cartiere
Camminare lungo la Valle delle Cartiere è come fare un viaggio indietro nel tempo, varcando la soglia di un contesto naturale unico dove i resti delle antiche cartiere si mescolano alla vegetazione…un perfetto connubio tra archeologia industriale e sito naturalistico.
Entrando nella valle infatti si viene letteralmente avvolti da una lussureggiante vegetazione mediterranea come alloro, cipresso e leccio che qui prospera grazie al microclima gardesano, insieme a specie come la roverella e il carpino.
Sui margini del torrente Toscolano si trovano invece ontani, salici, pioppi, platani e altre piante amanti degli ambienti umidi, che qui trovano il loro contesto ideale.
Proseguendo lungo il sentiero si incontrano anche molti oleandri e olivi, che ho visto adesso letteralmente carichi di frutti, entrambi introdotti dall’uomo e storicamente coltivati proprio a ridosso delle cartiere che si snodano a destra e a sinistra lungo l’alveo del torrente.
Mi sono avvicinato poi, con calma ed in silenzio, alla sponda del torrente e nell’acqua cristallina che ne esaltava la splendida livrea puntiforme, ho potuto osservare varie piccole trote (non oltre i 10cm +/-), probabilmente Fario, nuotare e nascondersi tra gli anfratti delle rocce e nei giochi di corrente.
Accanto a loro c’era anche una discreta presenza di altri pesci più piccoli, in branchi di meno di una decina d’unità, di circa 2–3 cm che, per via delle dimensioni ridotte e della rapidità di spostamento, non sono riuscito ad identificare con certezza.
Il torrente mi è sembrato quasi una piccola nursery per queste specie ittiche, almeno fin dove è possibile la risalita.
Quello che è certo è che entrare nella Valle delle Cartiere, accolti fin dall’inizio da una grande cascata, equivale a varcare la soglia di un mondo parallelo rispetto a quello gardesano, pur facendone parte a pieno titolo, sia storicamente che geograficamente (come bacino imbrifero); ma non è una sensazione nuova, ho provato la stessa cosa visitando Campo di Brenzone, così come altre piccole realtà “nascoste” in questo contesto meraviglioso che si chiama Lago di Garda.
Tornando verso casa, navigando sul traghetto da Toscolano Maderno a Torri, pensavo a come oggi sia possibile viaggiare in tutto il mondo e visitare praticamente ogni angolo del pianeta.
Eppure, conoscere davvero “casa propria” resta un privilegio unico, un traguardo che si raggiunge solo approcciandosi al territorio con quella curiosità che ti spinge a studiare e a scoprire le cose nel profondo… una conoscenza in grado di radicare quel sano senso di appartenenza e orgoglio identitario che a me piace moltissimo.
Visitate questo luogo con tutta la curiosità e il rispetto che merita, entrando magari anche nel Museo della Carta all’interno dell’antica cartiera del ‘400 a Maina inferiore, ascoltando il suono dell’acqua che scorre verso il Garda e respirando quel profumo che solo la ricca vegetazione, insieme all’umidità dell’acqua riesce a creare.
Entrando nella valle infatti si viene letteralmente avvolti da una lussureggiante vegetazione mediterranea come alloro, cipresso e leccio che qui prospera grazie al microclima gardesano, insieme a specie come la roverella e il carpino.
Sui margini del torrente Toscolano si trovano invece ontani, salici, pioppi, platani e altre piante amanti degli ambienti umidi, che qui trovano il loro contesto ideale.
Proseguendo lungo il sentiero si incontrano anche molti oleandri e olivi, che ho visto adesso letteralmente carichi di frutti, entrambi introdotti dall’uomo e storicamente coltivati proprio a ridosso delle cartiere che si snodano a destra e a sinistra lungo l’alveo del torrente.
Mi sono avvicinato poi, con calma ed in silenzio, alla sponda del torrente e nell’acqua cristallina che ne esaltava la splendida livrea puntiforme, ho potuto osservare varie piccole trote (non oltre i 10cm +/-), probabilmente Fario, nuotare e nascondersi tra gli anfratti delle rocce e nei giochi di corrente.
Accanto a loro c’era anche una discreta presenza di altri pesci più piccoli, in branchi di meno di una decina d’unità, di circa 2–3 cm che, per via delle dimensioni ridotte e della rapidità di spostamento, non sono riuscito ad identificare con certezza.
Il torrente mi è sembrato quasi una piccola nursery per queste specie ittiche, almeno fin dove è possibile la risalita.
Quello che è certo è che entrare nella Valle delle Cartiere, accolti fin dall’inizio da una grande cascata, equivale a varcare la soglia di un mondo parallelo rispetto a quello gardesano, pur facendone parte a pieno titolo, sia storicamente che geograficamente (come bacino imbrifero); ma non è una sensazione nuova, ho provato la stessa cosa visitando Campo di Brenzone, così come altre piccole realtà “nascoste” in questo contesto meraviglioso che si chiama Lago di Garda.
Tornando verso casa, navigando sul traghetto da Toscolano Maderno a Torri, pensavo a come oggi sia possibile viaggiare in tutto il mondo e visitare praticamente ogni angolo del pianeta.
Eppure, conoscere davvero “casa propria” resta un privilegio unico, un traguardo che si raggiunge solo approcciandosi al territorio con quella curiosità che ti spinge a studiare e a scoprire le cose nel profondo… una conoscenza in grado di radicare quel sano senso di appartenenza e orgoglio identitario che a me piace moltissimo.
Visitate questo luogo con tutta la curiosità e il rispetto che merita, entrando magari anche nel Museo della Carta all’interno dell’antica cartiera del ‘400 a Maina inferiore, ascoltando il suono dell’acqua che scorre verso il Garda e respirando quel profumo che solo la ricca vegetazione, insieme all’umidità dell’acqua riesce a creare.