Microplastiche, evidenze e conseguenze

Microplastiche, evidenze e conseguenze
A proposito di โ€œ๐ฆ๐ข๐œ๐ซ๐จ๐ฉ๐ฅ๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐œ๐ก๐žโ€…
una recente pubblicazione indica la presenza di questi composti in alcune specie ittiche nel Lago di Garda.
Non l’ho ancora approfondita perchรฉ ne sto studiando in parallelo un’altra che analizzรฒ (2022) in dettaglio le microplastiche presenti nei reflui fognari, cosรฌ da poter valutare meglio alcune affermazioni che ho letto negli ultimi giorni.
Rendo invece note di seguito delle evidenze precedenti (2023), propedeutiche a contestualizzare quanto recentemente pubblicato.
La lettura non sarร  semplice…ma per chi fosse interessato a comprendere meglio questo fenomeno globale, che riguarda tutti i grandi laghi italiani e non solo, suggerisco di prendersi qualche minuto e leggere tutto; ogni affermazione รจ corredata dalla citazione bibliografica e riferimenti.
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Dal 1941, anno in cui R. Whinfield e J.T. Dickson svilupparono la resina termoplastica, il polietilene tereftalato (PET), la plastica insomma, la produzione di questo composto รจ aumentata anno dopo anno (da Silva et al. 2020).
Lโ€™Istituto Mario Negri di Milano riporta come la produzione di plastica dagli anni โ€™50, quando se ne producevano 2.000.000 di tonnellate lโ€™anno ad oggi, sia aumentata di 200 volte, giusto per dare unโ€™idea dei volumi in gioco.
Nel 2020 in Europa solo il 33%circa รจ stata riciclata; il resto รจ stato smaltito in discarica o inviato al recupero energetico. (Plastics Europe, 2021).
I rifiuti di plastica vanno incontro a disgregazione e quindi, se non gestiti correttamente, possono contribuire alla dispersione di microplastiche nell’ambiente. (de Souza Machado et al. 2018; Kallenbach et al. 2022).
L’80% della plastica prodotta a livello globale รจ inoltre d’origine petrolchimica quindi non biodegradabile, ma solo riciclabile. (Urbanek et al. 2018).
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Qualsiasi particella di plastica con diametro inferiore a 5 mm รจ comunemente definita “microplastica” (GESAMP; 2015; Lambert & Wagner 2018).
Dall’inizio di questo secolo, la plastica รจ stata considerata un inquinante emergente a causa della sua presenza in quasi tutte le latitudini della Terra, dalle zone tropicali a quelle artiche (Iannilli et al. 2019; Schwarzer et al. 2022) cosรฌ come in tutte le acque del pianeta, sia marine che dolci (Van Cauwenberghe et al. 2013; Faure et al. 2015; Imhof et al. 2018; Sighicelli et al. 2018).
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Negli ultimi decenni, sono state condotte numerose ricerche per valutare l’inquinamento da plastica nelle acque dolci, attraverso l’analisi dei sedimenti e degli ecosistemi interni di acqua dolce, incluso il Lago di Garda (Imhof et al. 2013, 2018; Faure et al. 2015).
L’inquinamento da microplastiche puรฒ essere monitorato tramite la raccolta diretta nei corpi idrici, prelievi ed analisi, ma tuttavia questo non basta, รจ essenziale infatti considerare se tale contaminazione venga trasferita agli organismi viventi e quindi alla rete alimentare.
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Ecco che รจ fondamentale trovare bioindicatori (soggetti animali o vegetali) in grado di segnalare se questo passaggio avviene o meno (Fossi et al. 2018; Corami et al. 2022); magari organismi alla base della catena alimentare.
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L’anfipode Cryptorchestia garbinii, Ruffo et al. (2014) รจ una specie semi-terrestre che vive sulle rive di fiumi e laghi nell’Europa centro-meridionale ed รจ una specie che mangia un poโ€™ di tutto diciamo, presente anche nel Lago di Garda.
E’ stato dimostrato che questo anfipode รจ in grado di ingerire piccoli frammenti di plastica dispersi nell’ambiente scambiandoli per cibo. Iannilli et al. (2020).
Lโ€™obiettivo dello studio e relativa pubblicazione del 2023 che ho citato ad inizio post :โ€๐Œ๐ข๐œ๐ซ๐จ๐ฉ๐ฅ๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐œ ๐ฉ๐จ๐ฅ๐ฅ๐ฎ๐ญ๐ข๐จ๐ง ๐ข๐ง ๐ญ๐ก๐ž ๐Ÿ๐จ๐จ๐ ๐ฐ๐ž๐›: ๐จ๐›๐ฌ๐ž๐ซ๐ฏ๐š๐ญ๐ข๐จ๐ง ๐จ๐Ÿ ๐ข๐ง๐ ๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐จ๐ง ๐›๐ฒ ๐ญ๐ก๐ž ๐ญ๐š๐ฅ๐ข๐ญ๐ซ๐ข๐ ๐š๐ฆ๐ฉ๐ก๐ข๐ฉ๐จ๐ ๐‚๐ซ๐ฒ๐ฉ๐ญ๐จ๐ซ๐œ๐ก๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐š ๐ ๐š๐ซ๐›๐ข๐ง๐ข๐ข ๐จ๐ง ๐ญ๐ก๐ž ๐ฌ๐ก๐จ๐ซ๐ž ๐จ๐Ÿ ๐†๐š๐ซ๐๐š ๐‹๐š๐ค๐žโ€, era quello di utilizzare questa specie come modello per monitorare se la contaminazione da microplastiche, proveniente da 4 siti del Lago di Garda: Lugana, Bardolino, Riva del Garda, Toscolano Maderno, potesse o meno entrare nella rete alimentare (trofica), analizzando le microplastiche ingerite da questi anfipodi, che sono una specie di โ€œcrostaceiโ€.
Essi costituiscono un’importante fonte di cibo per altri invertebrati, pesci e uccelli (Griffiths et al. 1983), potendo cosรฌ trasferire l’eventuale contaminazione da microplastiche dalla catena alimentare (trofica) acquatica a quella terrestre.
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Si. L’ingestione di microplastiche รจ stata dimostrata in un’ampia gamma di casi, compresi i crostacei.
L’entitร  degli effetti negativi non รจ ancora del tutto chiara, sebbene sia noto che influenzino negativamente molte specie (Jamieson et al. 2019).
Molti invertebrati infatti si nutrono raccogliendo, selezionando e digerendo le particelle organiche insieme a questi detriti di plastica in quanto occupano la stessa gamma di dimensioni, ecco perchรฉ un’ampia varietร  di invertebrati puรฒ ingerirli scambiandoli per cibo.
In questa pubblicazione che ho citato, sono stati analizzati un totale di 80 esemplari di C. garbinii, 20 per ciascun sito di campionamento (i quattro siti sopra indicati).
Tutti i campioni analizzati contenevano microplastiche.
Essendo loro una parte della catena alimentare nel Lago di Garda, come in altri laghi, sono anch’essi vettori di contaminazione lungo questa catena alimentare, รจ evidente.
Le dimensioni delle microplastiche ritrovate negli individui esaminati variano in lunghezza tra 9,09 e 706,16 ฮผm, dove un ฮผm equivale ad un micron, ovvero un millesimo di millimetro.
Le particelle piรน piccole potrebbero avere conseguenze piรน significative all’interno degli organismi, poichรฉ possono depositarsi nei tessuti o addirittura all’interno delle cellule (Prinz & Korez 2020).
รˆ stato inoltre dimostrato che l’inquinamento da microplastiche aumenta al diminuire delle dimensioni dei frammenti di plastica (Enders et al. 2015; Imhof et al. 2016).
Una dimostrazione di quanto scritto รจ che le fibre di microplastiche sono inaspettatamente concentrate nei ghiacciai, probabilmente perchรฉ possono essere trasportate dal vento (Koutnik et al. 2021), a testimonianza della grande capacitร  pervasiva di questi inquinanti quando si degradano e tanto piรน si riducono in dimensioni ridotte, volatili.
Le microplastiche sembrano essere ormai ovunque quindi, nelle bottiglie di acqua minerale, negli alimenti, negli oceani, nei deserti, nel suolo, nell’aria…addirittura, come abbiamo visto, fino nei ghiacciai.
๐‚๐จ๐ง๐œ๐ฅ๐ฎ๐๐ž๐ง๐๐จ…
Il Lago di Garda deve considerare anche queste evidenze e la genesi di questi inquinanti, ormai chiara e cercare di trovare, ancora una volta, soluzioni per mitigare e ridurre al minimo queste immissioni, piรน o meno accidentali.
Del resto in un mondo circondato letteralmente da oggetti di plastica risulta praticamente impossibile pensare di bloccarne la diffusione.
Certo perรฒ esistono delle buone pratiche a livello locale, dalla “semplice” pulizia sistematica dei litorali, degli affluenti, bonifiche dei fondali nelle zone portuali e reti fantasma, ecc…la lista รจ lunga e non sempre gestibile in modo efficace.
Certamente รจ una questione mondiale, non locale, ma purtroppo questo non aiuta ne consola.

Rif. studio e pubblicazione Open Access: “Rif. studio e pubblicazione Open Access: “๐Œ๐ข๐œ๐ซ๐จ๐ฉ๐ฅ๐š๐ฌ๐ญ๐ข๐œ ๐ฉ๐จ๐ฅ๐ฅ๐ฎ๐ญ๐ข๐จ๐ง ๐ข๐ง ๐ญ๐ก๐ž ๐Ÿ๐จ๐จ๐ ๐ฐ๐ž๐›-๐จ๐›๐ฌ๐ž๐ซ๐ฏ๐š๐ญ๐ข๐จ๐ง ๐จ๐Ÿ ๐ข๐ง๐ ๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐จ๐ง ๐›๐ฒ ๐ญ๐ก๐ž๐ญ๐š๐ฅ๐ข๐ญ๐ซ๐ข๐ ๐š๐ฆ๐ฉ๐ก๐ข๐ฉ๐จ๐ ๐‚๐ซ๐ฒ๐ฉ๐ญ๐จ๐ซ๐œ๐ก๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐š ๐ ๐š๐ซ๐›๐ข๐ง๐ข๐ข ๐จ๐ง ๐ญ๐ก๐ž ๐ฌ๐ก๐จ๐ซ๐ž ๐จ๐Ÿ ๐†๐š๐ซ๐๐š ๐‹๐š๐ค๐ž” di G.Battistin, L.Latella & V.Iannilli; pubblicato su “The European Zoological Journal, 2023, 73-82 “” di G.Battistin, L.Latella & V.Iannilli; pubblicato su “The European Zoological Journal, 2023, 73-82 ” Mostra meno