Rigenerazione dei letti di frega
𝐑𝐢𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐞𝐠𝐚…
Pochi giorni fa abbiamo collocato, nelle acque di Peschiera del Garda, 100 sacchi da circa 1,8 tonnellate cad/uno di ghiaia, per ricostruire zone idonee alla frega per l’Alborella, target del progetto.
Le aree scelte in questa fase sono abbastanza promettenti sia per la possibile presenza dell’Alborella, in quanto sono le ultime in cui si sono viste, sia per la possibilità che le stesse aree di frega vengano utilizzate da altre specie, ved. Cavedano, nonché per l’assenza di balneazione. La posa della ghiaia, lavata e della dimensione idonea, è avvenuta con l’accortezza di verificare se vi fossero o meno deposizioni il giorno stesso dell’inizio lavori, anche se questo è stato solamente uno scrupolo in quanto le aree interessate presentavano fondali di fango, senza la presenza di alghe o comunque fondali privi di caratteristiche idonee alla frega.
Ora i nuovi letti di frega verranno monitorati anche con videocamere e illuminazione, sempre da progetto, per valutare bene il tipo di attività biologica che si svolgerà.
Curiosamente, appena distesa la ghiaia, alcuni Cavedani si sono subito fatti avanti per ispezionare queste nuove aree e credo sia un ottimo indizio circa la possibilità di stimolare gli stessi alla deposizione; del resto è una ghiaia bella pulita e lucente, presumibilmente molto attrattiva.
Staremo a vedere quindi l’evoluzione nelle prossime settimane.
Contestualmente le isole pre-vegetate, realizzate e fatte crescere nelle serre di Veneto Agricoltura con materiale vegetale autoctono, sono in consegna presso Gardaland Sea-Life, partner di progetto, che le farà ulteriormente vegetare in uno stagno realizzato “ad hoc” all’interno del parco per trasferirle successivamente, sviluppato un importante apparato radicale, in prossimità dei letti di frega realizzati e già posati e nei canali di Peschiera del Garda.
Queste isole dovrebbero poi poter vegetare nuovamente e radicare a lago in zone di fondale ripristinato con determinate caratteristiche, quindi ghiaia e biorulli, quest’ultimi in acqua da oltre un anno e quindi ricchi di sostanze nutritive.
Questo progetto sperimentale si pone delle domande a cui spero di poter rispondere con delle evidenze:
➢ 𝐈 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐞𝐠𝐚 così come sono stati collocati saranno interessati da qualche frega di Alborelle? Ammesso che questa ancora avvenga?
➢ 𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐯𝐞𝐝𝐚𝐧𝐨, seppur già in periodo di riproduzione, sarà in grado di sfruttare questi nuovi areali?
➢ 𝐋𝐞 𝐢𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞-𝐯𝐞𝐠𝐞𝐭𝐚𝐭𝐞 riusciranno a radicare sull’attuale fondale del lago? Lo faranno sui biorulli? Oppure sulle zone nuove di ghiaia?
Vi terrò aggiornati…
Devo dire comunque che la complessità di certe dinamiche, come la rarefazione del Canneto o dell’Alborella ad esempio, entrambe ancora senza una risposta scientifica definitiva, rendono questo lavoro tanto utile quanto “pioneristico”.
Questo progetto, che ho chiamato “𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐈𝐭𝐭𝐢𝐨𝐠𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐒𝐩𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞”, nasce dal Comune di Peschiera del Garda come capo fila ed è stato progettato dallo studio GNF – GreeNForest di Verona, finanziato dal Bando Habitat della Fondazione Cariverona, cofinanziato da Veneto Agricoltura, con partner Gardaland Sea-Life.
Pochi giorni fa abbiamo collocato, nelle acque di Peschiera del Garda, 100 sacchi da circa 1,8 tonnellate cad/uno di ghiaia, per ricostruire zone idonee alla frega per l’Alborella, target del progetto.
Le aree scelte in questa fase sono abbastanza promettenti sia per la possibile presenza dell’Alborella, in quanto sono le ultime in cui si sono viste, sia per la possibilità che le stesse aree di frega vengano utilizzate da altre specie, ved. Cavedano, nonché per l’assenza di balneazione. La posa della ghiaia, lavata e della dimensione idonea, è avvenuta con l’accortezza di verificare se vi fossero o meno deposizioni il giorno stesso dell’inizio lavori, anche se questo è stato solamente uno scrupolo in quanto le aree interessate presentavano fondali di fango, senza la presenza di alghe o comunque fondali privi di caratteristiche idonee alla frega.
Ora i nuovi letti di frega verranno monitorati anche con videocamere e illuminazione, sempre da progetto, per valutare bene il tipo di attività biologica che si svolgerà.
Curiosamente, appena distesa la ghiaia, alcuni Cavedani si sono subito fatti avanti per ispezionare queste nuove aree e credo sia un ottimo indizio circa la possibilità di stimolare gli stessi alla deposizione; del resto è una ghiaia bella pulita e lucente, presumibilmente molto attrattiva.
Staremo a vedere quindi l’evoluzione nelle prossime settimane.
Contestualmente le isole pre-vegetate, realizzate e fatte crescere nelle serre di Veneto Agricoltura con materiale vegetale autoctono, sono in consegna presso Gardaland Sea-Life, partner di progetto, che le farà ulteriormente vegetare in uno stagno realizzato “ad hoc” all’interno del parco per trasferirle successivamente, sviluppato un importante apparato radicale, in prossimità dei letti di frega realizzati e già posati e nei canali di Peschiera del Garda.
Queste isole dovrebbero poi poter vegetare nuovamente e radicare a lago in zone di fondale ripristinato con determinate caratteristiche, quindi ghiaia e biorulli, quest’ultimi in acqua da oltre un anno e quindi ricchi di sostanze nutritive.
Questo progetto sperimentale si pone delle domande a cui spero di poter rispondere con delle evidenze:
➢ 𝐈 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐞𝐠𝐚 così come sono stati collocati saranno interessati da qualche frega di Alborelle? Ammesso che questa ancora avvenga?
➢ 𝐈𝐥 𝐂𝐚𝐯𝐞𝐝𝐚𝐧𝐨, seppur già in periodo di riproduzione, sarà in grado di sfruttare questi nuovi areali?
➢ 𝐋𝐞 𝐢𝐬𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞-𝐯𝐞𝐠𝐞𝐭𝐚𝐭𝐞 riusciranno a radicare sull’attuale fondale del lago? Lo faranno sui biorulli? Oppure sulle zone nuove di ghiaia?
Vi terrò aggiornati…
Devo dire comunque che la complessità di certe dinamiche, come la rarefazione del Canneto o dell’Alborella ad esempio, entrambe ancora senza una risposta scientifica definitiva, rendono questo lavoro tanto utile quanto “pioneristico”.
Questo progetto, che ho chiamato “𝐏𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐈𝐭𝐭𝐢𝐨𝐠𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐒𝐩𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞”, nasce dal Comune di Peschiera del Garda come capo fila ed è stato progettato dallo studio GNF – GreeNForest di Verona, finanziato dal Bando Habitat della Fondazione Cariverona, cofinanziato da Veneto Agricoltura, con partner Gardaland Sea-Life.