Quale promozione e navigazione per il Lago di Garda?

Quale promozione e navigazione per il Lago di Garda?
157 persone soccorse in acqua e 42 mezzi assistiti, 650 ore di navigazione, 5250 miglia percorse, 1050 controlli ad unità da diporto e 292 sanzioni amministrative…
Sono solo alcuni dati del grande lavoro svolto fino ad ora, sul Lago di Garda, dalla Guardia Costiera (coordinatore), insieme a Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Volontari.
Sono stati presentati infatti i dati dalla Guardia Costiera, compresi dal 18 giugno al 12 agosto (data della presentazione), che ha coordinato 65 interventi, di cui 39 svolti direttamente e 26 dalle forze sopra citate.
E’ questo un lavoro importante di controllo e sicurezza sul più grande Lago d’Italia, che vede un’attività 24 ore su 24, con un coordinamento di tutti i mezzi e forze di soccorso, un ascolto continuo su VHF/FM ch.16 e il numero di telefono 1530 (nazionale) attivo per ogni emergenza nautica.
Sono dispiegati inoltre vari mezzi nautici di soccorso, con sedi operative a Peschiera per la Polizia di Stato (sq. Nautica), Lazise, Torbole e Salò (sede operativa) per la Guardia Costiera, ecc…così da coprire da vari punti strategici tutto il Lago, fornendo assistenza in modo immediato e nel minor tempo possibile.
Molte persone devono letteralmente la vita a questi uomini e donne impegnate nella tutela della nostra incolumità.
Certo risulta evidente come in determinati momenti dell’anno e questo è esattamente uno di quei momenti, queste forze possano anche sembrare non sufficienti rispetto il numero dei natanti e bagnanti.
Nonostante l’impegno profuso è evidentemente impossibile essere ovunque, anche se i numeri parlano chiaro.
Solo la Guardia Costiera ha 30 uomini in attività sul Garda, con vari mezzi navali, una concentrazione quindi di mezzi e personale per km/q tra i più alti in Italia, come ha ricordato proprio l’Ammiraglio Pellizzari, nella conferenza stampa presso il comune di Lazise venerdì scorso.
Anche la Polizia di Stato, sq nautica, offre un lavoro altrettanto efficace, che ho avuto modo di testare personalmente.
Il Lago di Garda non è il mare…e questo genera in molti turisti la convinzione che sia più sicuro e facile da navigare.
Può sembrare strano magari, ma non è affatto così.
Ha delle caratteristiche che lo rendono tanto bello quanto pericoloso, se si sottovalutano o si ignorano determinati aspetti.
La velocità con cui sul Garda il tempo cambia e si alza l’onda lascia spesso spiazzati anche i navigatori più esperti, figuriamoci coloro che non lo sono.
Vi sono varie secche pericolose, anche non proprio vicino a riva, che si rendono più o meno visibili al diminuire dei livelli.
Di notte le luci dei litorali, a 360° all’orizzonte, possono confondere coloro che navigano senza aver l’idea di dove si trovano e cosa possano aspettarsi.
Insomma ci sono varie elementi da conoscere, ma queste si possono tranquillamente ovviare con il semplice buon senso, con la prudenza e il rispetto delle regole, che ci sono.
20 nodi è il limite di velocità diurno, che è già una bella velocità e 5 quello notturno.
Basterebbe già solo il rispetto rigoroso dei limiti di velocità per evitare la maggior parte degli incidenti, soprattutto la notte.
Inoltre oggi abbiamo app meteo che, con un preavviso di 24h, danno con certezza l’arrivo di perturbazioni con una precisione di minuti.
Quindi a mio modo di vedere è ora di fare un serio ragionamento sul Lago di Garda rispetto la sua fruizione turistica, che sintetizzo ora ma che affronterò più in dettaglio in un altro articolo, valutando vari aspetti.
Navigare sul Lago di Garda è indubbiamente una delle esperienze più belle che si possano fare, il panorama è davvero incredibile, come pochi altri posti.
Dove il Garda diventa fiordo, a nord, si può ammirare realmente un paessaggio spettacolare, mentre a sud sembra di essere in un mare, da tanto è ampio.
Fare il bagno nelle sue acque è poi una esperienza altrettanto bella, l’acqua è davvero limpida e pulita.
Questi sono i semplici valori da pubblicizzare e valorizzare per il Garda.
Si può apprezzare tutto questo quando la navigazione è lenta, rilassata, volta alla scoperta del contesto in cui ci si trova…la velocità fine a se stessa non si sposa con quanto il Garda ha da offrire e raccontare.
La navigazione a motore è tranquillamente sostenibile quindi, quando promossa con questi canoni.
Non sono contro questo tipo di navigazione, anzi, sono a favore di un nuovo modo di intenderla e viverla.
Le motorizzazioni di ultima generazione sono estremamente silenziose, a bassa emissione…e lo sono ulteriormente se chi conduce il mezzo nautico lo fa con l’intento di godere del contesto in cui si trova, senza volerlo tramutareper forza in una pista da corsa.
Mi sono recato più volte questa estate in Comunità del Garda a Salò con la mia barca, una “semplice” barca da pesca (Malù 7), motorizzata con un 40cv/4tempi, motore revisionato da poco, efficiente…e con calma mi sono fatto più volte quindi Peschiera – Salò, andata e ritorno.
Andando con calma i consumi sono bassissimi e il bello è che sono arrivato alla meta rilassato, dopo aver fatto anche decine di foto e video.
Il Lago lo vivo da sempre, penso anche di conoscerlo bene, eppure ogni volta non posso fare a meno di fotografare Sirmione, la Rocca di Manerba, San Vigilio, l’Isola del Garda, ecc…TROPPO BELLO !!
Avessi avuto, ipotesi, un mezzo da 500cv e 15 mt di lunghezza avrei certamente navigato alla stessa velocità fatta con la mia Malù…sarei stato solo un pò più comodo magari.
In linea di massima non è quindi il mezzo che conduci il problema (grandezza e motorizzazione), ma come lo conduci.
Il bello è gustarsi ogni singolo momento quando si ha il privilegio di navigare sul Garda…ed io andavo a Salò per “lavoro”, fossi stato in vacanza…avrei fatto il tutto ancora più con calma, con varie tappe, tra bagno, sole, ecc.
Questo è il senso della promozione turistica legata alla nautica a mio parere: scoprire, vedere, ammirare, rilassarsi.
Certo, non ci si arriva dicendo solamente: “andate piano e guardatevi intorno”.
Ovvio.
Le regole ci sono già e sono anche applicate, servono però sanzioni economicamente commisurate all’infrazione, ovvero al rischio per l’incolumità pubblica che potenzialmente generano, affinchè fungano da efficace deterrente (poche centinaia di euro non bastano).
Serve un’ App ufficiale da tenere attiva durante la navigazione, che fornisca una sorta di “portolano on line” con tutti gli avvisi necessari sul Garda per una navigazione sicura, per stimare le corrette distanze dalla riva, evitare le secche, orientarsi e avere le info reali sul meteo.
Queste questioni sono già in discussione con il tavolo di lavoro, coordinato dalla Comunità del Garda, per la revisione della legge interregionale sulla navigazione, presenti tutti i portatori di interesse e Guardia Costiera.
Serve un cambio di passo in tal senso, un diverso approccio e comunicazione forse, che è possibile da subito e nel rispetto del lavoro tutti.
In questo modo avverrà “naturalmente” una selezione che disincentiverà, nella scelta della destinazione, coloro che si recano sul Garda per viverlo come fosse un parco divertimenti, dove tutto è concesso.
Con tutto il rispetto…ma di queste persone proprio non abbiamo bisogno.
Se, per assurdo, al mare è possibile navigare molte miglia al largo e trovarsi soli in mezzo al “nulla”, sul Lago di Garda questo non è evidentemente possibile e per questo chi vuole navigare qua deve capire che serve il rigoroso rispetto delle regole e buon senso…pena sanzioni esemplari.
In questo modo anche il lavoro degli organi di soccorso e vigilanza potrà esprimere il meglio…per lavorare più sulla prevenzione che sull’emergenza.
W il Lago di Garda.

In foto la prua della mia barca verso Punta San Vigilio, in un paesaggio che sembra una cartolina…”scoprire, vedere, ammirare, rilassarsi”.