Il Lago di Ginevra mostra al Garda gli effetti dell’invasività della Dreissena bugensis

Il Lago di Ginevra mostra al Garda gli effetti dell’invasività della Dreissena bugensis
Siamo davanti ad un bel problema…
Quando il 31 ottobre 2022 la Fondazione Edmund Mach (FEM) rese nota la scoperta della presenza della 𝐃𝐫𝐞𝐢𝐬𝐬𝐞𝐧𝐚 𝐛𝐮𝐠𝐞𝐧𝐬𝐢𝐬 (𝙌𝙪𝙖𝙜𝙜𝙖 𝙈𝙪𝙨𝙨𝙚𝙡) nel Lago di Garda, attraverso la pubblicazione che riporto in fondo al post, fu chiaro che da quel momento in poi ci sarebbero state conseguenze.
Conseguenze perché questa specie, un “semplice” mollusco bivalve, rientra tra le specie alloctone con carattere di invasività tra le peggiori e aggressive in natura, caratterizzata da una velocissima capacità di colonizzazione degli ambienti che raggiunge.
Tale capacità di colonizzazione della 𝐃.𝐛𝐮𝐠𝐞𝐧𝐬𝐢𝐬 è stata attribuita a tassi di crescita estremamente elevati che le consentono di raggiungere velocemente dimensioni adulte e di offrire una maggiore adattabilità in ambienti variabili (𝑴𝒆𝒕𝒛 2018).
Nel nostro caso è praticamente certo sia arrivata agganciata ad un’imbarcazione (chiglia, ancora, sentina) proveniente da zone già contaminate come, ad es: il Lago di Costanza, di Ginevra o fiumi e bacini olandesi, tedeschi e dell’est Europa.
Può arrivare a colonizzare qualsiasi tipo di fondale, raggiungendo profondità fino a – 250mt, impensabili rispetto alla sua “cugina” 𝐃𝐫𝐞𝐢𝐬𝐬𝐞𝐧𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐲𝐦𝐨𝐫𝐩𝐡𝐚 (𝙕𝙚𝙗𝙧𝙖 𝙈𝙪𝙨𝙨𝙚𝙡), anch’essa arrivata nel Garda negli anni ’60, con le prima barche dei turisti.
Nel Lago di Ginevra, in Svizzera, è diventata la specie prevalente su tutto il fondale, con densità medie di 4.000 esemplari al metro quadrato, con picchi fino a 35.000 esemplari, rendendo ormai più che marginale la presenza delle altre forme animali presenti come gamberetti, lumache e altre bivalvi.
Essendo in grado di filtrare circa 2 Lt di acqua al giorno per ogni esemplare ed essendocene probabilmente milioni, è indubbio che l’impatto nell’equilibrio dell’ecosistema nel Lago di Ginevra sia pesante per tutte le specie ittiche che sopravvivono grazie al fitoplancton, di cui la 𝐃.𝐛𝐮𝐠𝐞𝐧𝐬𝐢𝐬 si ciba filtrandolo dall’acqua. (𝑻𝒉𝒆 𝑮𝒖𝒂𝒓𝒅𝒊𝒂𝒏 – 𝑻𝒉𝒆 𝑨𝒈𝒆 𝒐𝒇 𝑬𝒙𝒕𝒊𝒏𝒄𝒕𝒊𝒐𝒏, 𝑷𝒉𝒐𝒆𝒃𝒆 𝑾𝒆𝒔𝒕𝒐𝒏).
Competizione alimentare, alterazione rete trofica e sottrazione degli spazi vitali: è così che una specie aliena con carattere di invasività mina la sopravvivenza delle altre specie, per prime le autoctone.
Il Lago di Garda segue quindi la stessa sorte del Lago di Ginevra, che ha un “vantaggio” solo di qualche anno in questa evoluzione biologica, essendo stato raggiunto dalla 𝐃.𝐛𝐮𝐠𝐞𝐧𝐬𝐢𝐬 prima rispetto a noi.
Purtroppo non vi sono soluzioni reali a quest’escalation.
E’ impossibile eradicarla.
Possiamo però agire con un deciso freno a queste colonizzazioni tramite una legge apposita: la 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐚𝐫𝐞𝐧𝐞 𝐞 𝐌𝐨𝐭𝐨𝐫𝐢, ormai nella sua fase finale di approvazione.
Pur consapevole che nulla potrà fare direttamente per le specie invasive già presenti, sarà però in grado di limitare al massimo l’arrivo di nuove.

La pubblicazione scientifica del 31 ottobre 2022, a cui faccio riferimento ad inizio post, è stata pubblicata da: “𝑰𝑵𝑽𝑨𝑺𝑰𝑽𝑬𝑺𝑵𝑬𝑻” – 𝑩𝒊𝒐𝑰𝒏𝒗𝒂𝒔𝒊𝒐𝒏𝒔 𝑹𝒆𝒄𝒐𝒓𝒅𝒔 (2022) – “𝘍𝘪𝘳𝘴𝘵 𝘳𝘦𝘤𝘰𝘳𝘥 𝘰𝘧 𝘲𝘶𝘢𝘨𝘨𝘢 𝘮𝘶𝘴𝘴𝘦𝘭, 𝘋𝘳𝘦𝘪𝘴𝘴𝘦𝘯𝘢 𝘣𝘶𝘨𝘦𝘯𝘴𝘪𝘴 𝘈𝘣𝘥𝘳𝘶𝘴𝘰𝘷, 1897, 𝘪𝘯 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘺: 𝘮𝘰𝘳𝘱𝘩𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘢𝘭 𝘢𝘯𝘥 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘵𝘪𝘤 𝘦𝘷𝘪𝘥𝘦𝘯𝘤𝘦 𝘪𝘯 𝘓𝘢𝘬𝘦 𝘎𝘢𝘳𝘥𝘢”.