La “sessa” e i livelli idrici del Lago di Garda
Una 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐚 da “record”…è il 2 agosto del 1917 quando le acque del Lago, nel golfo di Garda, si sopraelevano di ben 30 cm in pochi minuti in seguito ad una burrasca a cui seguirono dieci ore di pioggia.
Ma cos’è la sessa?
In sintesi 𝒆’ 𝒖𝒏 𝒎𝒐𝒗𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒍𝒐𝒏𝒈𝒊𝒕𝒖𝒅𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒂𝒄𝒒𝒖𝒆 che può originare da improvvisi abbassamenti di pressione atmosferica in concomitanza di fenomeni atmosferici particolari.
La sessa quindi è come una marea e nel nostro lago se ne possono generare di davvero intense.
Io stesso ne ho osservate parecchie, forse perché a Peschiera del Garda con la presenza della corrente tra i vari canali della città risulta più evidente anche quando di minima intensità.
Un esempio?
Estate del 2005…ero seduto sul bordo del porto di Peschiera del Garda, all’imbocco del canale della Fossetta e visto il livello basso di allora (circa 30/35 cm sopra lo zero idrometrico) i piedi non toccavano l’acqua, restavano qualche centimetro sopra la superficie.
In un attimo la corrente, che ha direzione costante verso il fiume Mincio si fermò, le alghe tese come bandiere e spinte nella direzione della stessa si alzarono e si misero dritte, verticali al fondo.
Dopo questo stallo all’improvviso la direzione della corrente si invertì, salendo verso il Lago mentre il livello delle acque aumentò in modo veloce, tanto che l’acqua arrivò oltre le caviglie in un attimo.
Nell’angolo tra il ponte del porto e l’inizio del canale sentivo il gorgoglio dell’acqua contro le fondamenta che formava addirittura piccoli mulinelli dalla spinta che aveva.
Allora non misurai l’escursione, conoscevo cos’era una sessa ma non ne avevo mai osservata una così bene e soprattutto così intensa, seppur di breve durata.
Restai fermo e quasi incredulo nell’osservare quella variazione di tale intensità e velocità.
Questa è la sessa, ma ciò che invece può essere di più lunga durata sono le escursioni stagionali del livello idrico.
Oggi il lago viene contenuto normalmente entro un regime fissato tra +15cm e +140cm sopra lo zero idrometrico ma, pre regolazione idraulica e costruzione della diga, la situazione era ben diversa.
Il lago prima di allora si regolava da solo, in modo naturale diciamo.
Il Malfer, nel suo libro “𝐈𝐥 𝐁𝐞𝐧𝐚𝐜𝐨”, intorno gli anni ’20 descriveva come il lago potesse passare da un regime stagionale compreso tra +190 cm sopra lo zero idrometrico fino a – 40 cm sotto lo zero idrometrico.
Il livello del lago allora saliva e scendeva durante le stagioni in modo differente rispetto ad oggi, con un’escursione anche di oltre i due metri.
Post regolazione e diga invece la sua escursione venne limitata, compressa bene o male in un range di circa un metro e mezzo; almeno così è stato negli ultimi 25 anni, visto che non siamo mai scesi sotto lo zero idrometrico ne saliti oltre i limiti massimi.
Il limite minimo e massimo dei livelli del Lago attuale che ho descritto prima è stato deciso “a tavolino” dal Consiglio Superiore del Lavori Pubblici (LL.PP) nel 1965 (voto 55 del ’65).
Questo range riguarda una fascia idrica destinata all’utilizzo agricolo di fatto, dove lo zero idrometrico NON significa che il lago sia a secco o prossimo ad esserlo, come purtroppo qualche politico intese e diede da intendere nel 2023, quando tra febbraio e aprile il livello si attestava sui +45cm sopra lo zero idrometrico.
Allora si descriveva il Lago di Garda come sconvolto ad una crisi idrica mai vista. Venne collocata anche un’installazione di una barca sospesa sopra la superficie dell’acqua a tale testimonianza, con tanto di pubblicità a livello nazionale sfruttata a fini commerciali.
Ma il tutto era frutto di allarmismi gettati in pasto alla stampa in modo superficiale.
Notizie parziali e volutamente non contestualizzate vennero così usate a sproposito generando inutilmente preoccupazione in molte persone per il futuro del Lago e mala-informazione quando nella realtà, se mai, era a rischio la disponibilità di acqua per l’inizio della stagione irrigua e non la quantità di acqua “fisiologica” del Garda evidentemente.
Ironia della sorte e di chi urlò al dramma incombente per fini propagandistici o commerciali si ebbe una tarda primavera ed un’estate con buone precipitazioni tanto che a luglio il lago si attestava a oltre +100cm sopra lo zero, guadagnando quasi 60cm di livello (+/- 220.000.000 di metri cubi di acqua) da aprile.
Quando il Lago di Garda si avvicina allo zero idrometrico come successe nel 2003 e 2007, quando arrivò a +9 cm sopra lo zero (fortunatamente non vi erano i social), bisogna sempre ricordare che 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐳𝐞𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐝 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐢𝐝𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞.
Avvicinarsi allo zero se mai significa che siamo verso la fine della disponibilità idrica per uso agricolo, identificata con il voto 55 del 1965, quindi una piccolissima fetta rispetto l’enorme volume idrico gardesano che ricordo avere una profondità media di circa 130 metri.
Ecco che qualche decina di centimetri in meno non devono certo generare preoccupazione sulla capacità idrica fisiologica del Lago di Garda, soprattutto pensando come si auto-regolava prima della diga e il significato delle quote decise artificialmente post-regolazione.
La gestione dei livelli “verso il basso” spero possa essere meglio contestualizzata e valutata adesso.
La gestione dei massimi livelli è però anch’essa degna di essere citata e forse meglio compresa.
𝐈𝐥 𝐋𝐚𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐞’ 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐠𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝟓𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐮𝐛𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚, un volume enorme, contenuto da una diga (Edificio Regolatore del Lago di Garda).
Ecco un esempio storico per capire come si può comportare il Lago di Garda e quanto veloce possa crescere in livello:
dal primo al 19 maggio 1926 il Garda (pre regolazione/diga) passò da +89cm a +137cm, un aumento totale di +48cm: +2,66cm/giorno.
L’aumento giornaliero in quei 19 giorni fu però solo una media.
Ci furono giorni in cui aumentò meno e altri in cui stabilì dei record.
Tra il 17 e il 18 di quel mese infatti aumentò di ben 9 cm, caricando così 33 milioni di metri cubi di acqua in solo 24 ore.
La gestione di questo “gigante” non è quindi facile e lineare come si potrebbe pensare.
E’ stato “compresso” in misure e livelli che forse gli vanno un po’ stretti vista la sua natura e quindi, nei limite del possibile, bisogna capire come non lo si possa gestire sempre a piacimento, non lo si può svuotare ne riempire come fosse una piscina.
Il lago di Garda, nonostante la regolazione artificiale, mantiene un suo equilibrio e una certa imprevedibilità.
La gestione di questo delicato equilibrio tra “monte e valle”, dal 2003, è in capo ad AIPO, prima ancora era il Magistrato alle Acque.
In conclusione non bisogna dimenticare di porre grande attenzione all’utilizzo idrico e agli sprechi in quanto le evidenze circa lo scioglimento dei ghiacciai, compresi quelli che alimentano gli apporti principali al Lago di Garda, sono sempre più preoccupanti.
Ma cos’è la sessa?
In sintesi 𝒆’ 𝒖𝒏 𝒎𝒐𝒗𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒍𝒐𝒏𝒈𝒊𝒕𝒖𝒅𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒂𝒄𝒒𝒖𝒆 che può originare da improvvisi abbassamenti di pressione atmosferica in concomitanza di fenomeni atmosferici particolari.
La sessa quindi è come una marea e nel nostro lago se ne possono generare di davvero intense.
Io stesso ne ho osservate parecchie, forse perché a Peschiera del Garda con la presenza della corrente tra i vari canali della città risulta più evidente anche quando di minima intensità.
Un esempio?
Estate del 2005…ero seduto sul bordo del porto di Peschiera del Garda, all’imbocco del canale della Fossetta e visto il livello basso di allora (circa 30/35 cm sopra lo zero idrometrico) i piedi non toccavano l’acqua, restavano qualche centimetro sopra la superficie.
In un attimo la corrente, che ha direzione costante verso il fiume Mincio si fermò, le alghe tese come bandiere e spinte nella direzione della stessa si alzarono e si misero dritte, verticali al fondo.
Dopo questo stallo all’improvviso la direzione della corrente si invertì, salendo verso il Lago mentre il livello delle acque aumentò in modo veloce, tanto che l’acqua arrivò oltre le caviglie in un attimo.
Nell’angolo tra il ponte del porto e l’inizio del canale sentivo il gorgoglio dell’acqua contro le fondamenta che formava addirittura piccoli mulinelli dalla spinta che aveva.
Allora non misurai l’escursione, conoscevo cos’era una sessa ma non ne avevo mai osservata una così bene e soprattutto così intensa, seppur di breve durata.
Restai fermo e quasi incredulo nell’osservare quella variazione di tale intensità e velocità.
Questa è la sessa, ma ciò che invece può essere di più lunga durata sono le escursioni stagionali del livello idrico.
Oggi il lago viene contenuto normalmente entro un regime fissato tra +15cm e +140cm sopra lo zero idrometrico ma, pre regolazione idraulica e costruzione della diga, la situazione era ben diversa.
Il lago prima di allora si regolava da solo, in modo naturale diciamo.
Il Malfer, nel suo libro “𝐈𝐥 𝐁𝐞𝐧𝐚𝐜𝐨”, intorno gli anni ’20 descriveva come il lago potesse passare da un regime stagionale compreso tra +190 cm sopra lo zero idrometrico fino a – 40 cm sotto lo zero idrometrico.
Il livello del lago allora saliva e scendeva durante le stagioni in modo differente rispetto ad oggi, con un’escursione anche di oltre i due metri.
Post regolazione e diga invece la sua escursione venne limitata, compressa bene o male in un range di circa un metro e mezzo; almeno così è stato negli ultimi 25 anni, visto che non siamo mai scesi sotto lo zero idrometrico ne saliti oltre i limiti massimi.
Il limite minimo e massimo dei livelli del Lago attuale che ho descritto prima è stato deciso “a tavolino” dal Consiglio Superiore del Lavori Pubblici (LL.PP) nel 1965 (voto 55 del ’65).
Questo range riguarda una fascia idrica destinata all’utilizzo agricolo di fatto, dove lo zero idrometrico NON significa che il lago sia a secco o prossimo ad esserlo, come purtroppo qualche politico intese e diede da intendere nel 2023, quando tra febbraio e aprile il livello si attestava sui +45cm sopra lo zero idrometrico.
Allora si descriveva il Lago di Garda come sconvolto ad una crisi idrica mai vista. Venne collocata anche un’installazione di una barca sospesa sopra la superficie dell’acqua a tale testimonianza, con tanto di pubblicità a livello nazionale sfruttata a fini commerciali.
Ma il tutto era frutto di allarmismi gettati in pasto alla stampa in modo superficiale.
Notizie parziali e volutamente non contestualizzate vennero così usate a sproposito generando inutilmente preoccupazione in molte persone per il futuro del Lago e mala-informazione quando nella realtà, se mai, era a rischio la disponibilità di acqua per l’inizio della stagione irrigua e non la quantità di acqua “fisiologica” del Garda evidentemente.
Ironia della sorte e di chi urlò al dramma incombente per fini propagandistici o commerciali si ebbe una tarda primavera ed un’estate con buone precipitazioni tanto che a luglio il lago si attestava a oltre +100cm sopra lo zero, guadagnando quasi 60cm di livello (+/- 220.000.000 di metri cubi di acqua) da aprile.
Quando il Lago di Garda si avvicina allo zero idrometrico come successe nel 2003 e 2007, quando arrivò a +9 cm sopra lo zero (fortunatamente non vi erano i social), bisogna sempre ricordare che 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐳𝐞𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐝 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐢𝐝𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞.
Avvicinarsi allo zero se mai significa che siamo verso la fine della disponibilità idrica per uso agricolo, identificata con il voto 55 del 1965, quindi una piccolissima fetta rispetto l’enorme volume idrico gardesano che ricordo avere una profondità media di circa 130 metri.
Ecco che qualche decina di centimetri in meno non devono certo generare preoccupazione sulla capacità idrica fisiologica del Lago di Garda, soprattutto pensando come si auto-regolava prima della diga e il significato delle quote decise artificialmente post-regolazione.
La gestione dei livelli “verso il basso” spero possa essere meglio contestualizzata e valutata adesso.
La gestione dei massimi livelli è però anch’essa degna di essere citata e forse meglio compresa.
𝐈𝐥 𝐋𝐚𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐞’ 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐠𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐬𝐢 𝟓𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐫𝐢 𝐜𝐮𝐛𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚, un volume enorme, contenuto da una diga (Edificio Regolatore del Lago di Garda).
Ecco un esempio storico per capire come si può comportare il Lago di Garda e quanto veloce possa crescere in livello:
dal primo al 19 maggio 1926 il Garda (pre regolazione/diga) passò da +89cm a +137cm, un aumento totale di +48cm: +2,66cm/giorno.
L’aumento giornaliero in quei 19 giorni fu però solo una media.
Ci furono giorni in cui aumentò meno e altri in cui stabilì dei record.
Tra il 17 e il 18 di quel mese infatti aumentò di ben 9 cm, caricando così 33 milioni di metri cubi di acqua in solo 24 ore.
La gestione di questo “gigante” non è quindi facile e lineare come si potrebbe pensare.
E’ stato “compresso” in misure e livelli che forse gli vanno un po’ stretti vista la sua natura e quindi, nei limite del possibile, bisogna capire come non lo si possa gestire sempre a piacimento, non lo si può svuotare ne riempire come fosse una piscina.
Il lago di Garda, nonostante la regolazione artificiale, mantiene un suo equilibrio e una certa imprevedibilità.
La gestione di questo delicato equilibrio tra “monte e valle”, dal 2003, è in capo ad AIPO, prima ancora era il Magistrato alle Acque.
In conclusione non bisogna dimenticare di porre grande attenzione all’utilizzo idrico e agli sprechi in quanto le evidenze circa lo scioglimento dei ghiacciai, compresi quelli che alimentano gli apporti principali al Lago di Garda, sono sempre più preoccupanti.