Il Genio delle Acque
𝑯𝒐𝒄 𝒐𝒑𝒖𝒔 𝒉𝒊𝒄 𝒍𝒂𝒃𝒐𝒓 𝒆𝒔𝒕 𝒆𝒕 𝒂𝒆𝒅𝒊𝒃𝒖𝒔 𝒊𝒏 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒊𝒔 𝒏𝒖𝒎𝒆𝒏 𝒂𝒒𝒖𝒂𝒓𝒊𝒖𝒎.
Tradotto: Questa opera questo lavoro è come un dio delle acque in mezzo ai templi.
L’iscrizione sopra questa statua chiamata 𝐈𝐥 𝐆𝐞𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐞, realizzata nel 1931 da Silvio Zaniboni, è stata composta da 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐃’𝐀𝐧𝐧𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨 in occasione dell’inaugurazione proprio della Centrale Idroelettrica del Ponale a Riva del Garda, per esaltarne l’importanza.
E di importanza questa centrale ne ha e ne ha avuta davvero tanta nel corso della sua storia.
L’energia prodotta, attraverso l’utilizzo di condotte che collegano il Lago di Ledro con il Garda, in virtù di un salto di quasi 600mt, arrivava ad alimentare un tempo addirittura parte della Pianura Padana.
Le sue turbine erano infatti considerate, al tempo della sua realizzazione, tra le più grandi al mondo.
Oggi eroga una potenza di 120 Megawatt (1 MW = 1000 KW) ed é gestita dal gruppo Dolomiti Energia.
Ma la sua bellezza, a mio personale parere, sta nel suo stile.
E’ un edificio enorme, “industriale”, che dà l’idea di solidità assoluta, con un chiaro stile anni ’20…fu costruito infatti proprio in quegli anni.
Il progettista, amico del D’Annunzio, fu il rivano Giancarlo Maroni che anni prima, era il ’21, aveva già progettato il Vittoriale degli Italiani, instaurando con 𝐈𝐥 𝐕𝐚𝐭𝐞 un’amicizia che durò fino alla sua morte…esso infatti riposa oggi in un’arca proprio al Mausoleo del Vittoriale.
Grazie all’utilizzo della pietra, l’enorme ingresso ad arco e l’inserimento della statua, l’insieme regala un’immagine maestosa e per certi tratti misteriosa, inserendosi talmente bene in quel contesto che a me sembra quasi essere, passandoci davanti come ho fatto stamattina, la porta d’accesso al monte…il monte Rocchetta.
Leggendo l’iscrizione non so se D’Annunzio considerasse come templi il Lago di Garda, Ledro e la Montagna ma, vista la posizione dell’edificio e successivamente della statua proprio in mezzo a loro, ho avuto oggi questa netta impressione.
𝐈𝐥 𝐆𝐞𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐞, detto anche Nettuno, sembra davvero la rappresentazione della forza dell’acqua che si genera con l’altezza e la gravità della montagna.
Il Lago di Garda, ovunque rivolgi lo sguardo, non finisce mai di stupire…
Tradotto: Questa opera questo lavoro è come un dio delle acque in mezzo ai templi.
L’iscrizione sopra questa statua chiamata 𝐈𝐥 𝐆𝐞𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐞, realizzata nel 1931 da Silvio Zaniboni, è stata composta da 𝐆𝐚𝐛𝐫𝐢𝐞𝐥𝐞 𝐃’𝐀𝐧𝐧𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨 in occasione dell’inaugurazione proprio della Centrale Idroelettrica del Ponale a Riva del Garda, per esaltarne l’importanza.
E di importanza questa centrale ne ha e ne ha avuta davvero tanta nel corso della sua storia.
L’energia prodotta, attraverso l’utilizzo di condotte che collegano il Lago di Ledro con il Garda, in virtù di un salto di quasi 600mt, arrivava ad alimentare un tempo addirittura parte della Pianura Padana.
Le sue turbine erano infatti considerate, al tempo della sua realizzazione, tra le più grandi al mondo.
Oggi eroga una potenza di 120 Megawatt (1 MW = 1000 KW) ed é gestita dal gruppo Dolomiti Energia.
Ma la sua bellezza, a mio personale parere, sta nel suo stile.
E’ un edificio enorme, “industriale”, che dà l’idea di solidità assoluta, con un chiaro stile anni ’20…fu costruito infatti proprio in quegli anni.
Il progettista, amico del D’Annunzio, fu il rivano Giancarlo Maroni che anni prima, era il ’21, aveva già progettato il Vittoriale degli Italiani, instaurando con 𝐈𝐥 𝐕𝐚𝐭𝐞 un’amicizia che durò fino alla sua morte…esso infatti riposa oggi in un’arca proprio al Mausoleo del Vittoriale.
Grazie all’utilizzo della pietra, l’enorme ingresso ad arco e l’inserimento della statua, l’insieme regala un’immagine maestosa e per certi tratti misteriosa, inserendosi talmente bene in quel contesto che a me sembra quasi essere, passandoci davanti come ho fatto stamattina, la porta d’accesso al monte…il monte Rocchetta.
Leggendo l’iscrizione non so se D’Annunzio considerasse come templi il Lago di Garda, Ledro e la Montagna ma, vista la posizione dell’edificio e successivamente della statua proprio in mezzo a loro, ho avuto oggi questa netta impressione.
𝐈𝐥 𝐆𝐞𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐞, detto anche Nettuno, sembra davvero la rappresentazione della forza dell’acqua che si genera con l’altezza e la gravità della montagna.
Il Lago di Garda, ovunque rivolgi lo sguardo, non finisce mai di stupire…