Indagini sul Lago di Garda, una capsula del tempo gardesana.
๐๐๐๐โฆ
LโIstituto di Ricerca sulle Acque, ๐๐๐๐-๐๐๐, pubblica i risultati degli studi che furono commissionati nel โ68 per il Lago di Garda allo scopo di definire lโevoluzione del piรน grande lago dโItalia.
Il testo di oltre 500 pagine รจ una fotografia dettagliata di un lago mentre รจ in piena evoluzione antropica.
Al tempo dello studio mancava ancora il sistema di depurazione, i reflui urbani per la maggior parte erano convogliati a lago attraverso condotte sub lacuali.
Abitanti e turisti erano lontani dai numeri attuali.
Un esempio: nel 1968 Peschiera del Garda contava poco meno di 7000 abitanti rispetto gli oltre 10.900 attuali, mentre erano giร circa 500.000 le presenze turistiche, aumentate oggi di oltre 2.000.000 di unitร .
Questa evoluzione si riscontra bene o male per tutti i comuni gardesani.
Il consumo del suolo era in accelerazione, alberghi, campeggi, moli, darsene, porti, lungolaghiโฆtutto correva parallelamente ad un turismo in crescita che chiedeva servizi i quali, a loro volta, aumentavano lโappeal turistico, consolidando il valore questa destinazione.
Questo testo รจ una dimostrazione della grande capacitร di resilienza del Lago di Garda, ancora in atto, nonchรฉ della sua fortunata situazione geografica.
I dati del testo pubblicato, nonostante la spinta antropica dettata principalmente dal turismo e da una popolazione in crescita, descrivono la tenuta del sistema Garda, senza manifestare in modo evidente quelle โsofferenzeโ invece giร palesi in altri laghi italiani.
Ecco alcuni esempi, magari meno conosciuti di altri, emersi dei dati delle ricerche citate:
Lโinventario degli ๐จ๐ซ๐ ๐๐ง๐ข๐ฌ๐ฆ๐ข ๐ฉ๐ฅ๐๐ง๐๐ญ๐จ๐ง๐ข๐๐ข censiti (zoo-fitoplancton) sono appunto tipici di laghi oligotrofici (poveri di sostanze nutritive) e ben equilibrati.
Anche la ๐๐จ๐ฆ๐ฉ๐จ๐ง๐๐ง๐ญ๐ ๐๐๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐๐ (che vive sul fondale o al suo interno) รจ positivamente di densitร modesta e con una biodiversitร elevata, confermando quanto sopra; in proporzione sono maggiori gli ๐จ๐ฅ๐ข๐ ๐จ๐๐ก๐๐ญ๐ข (sono vermi dโacqua per intenderci), seguiti dai ๐๐ก๐ข๐ซ๐จ๐ง๐จ๐ฆ๐ข๐๐ข (larve degli insetti), ๐๐ง๐๐ข๐ฉ๐จ๐๐ข (crostacei) e ๐ฆ๐จ๐ฅ๐ฅ๐ฎ๐ฌ๐๐ก๐ข.
Tra gli anfipodi, a riconferma del buono stato qualitativo gardesano, sono ben presenti lโEchinogammarus, Niphargus e Synurella.
Questi tre anfipodi sono molto esigenti per poter sopravvivere, necessitano di condizioni ottimali, tanto che nel Lago Maggiore, il Niphargus, era giร scomparso da almeno 25 anni prima della pubblicazione di questi studi, in aggiunta la componente planctonica gardesana era quella che si poteva osservare, sempre nel Maggiore, solo 30 anni prima.
๐ ๐ฌ๐๐ฅ๐ข ๐๐ข ๐๐ณ๐จ๐ญ๐จ ๐ ๐๐จ๐ฌ๐๐จ๐ซ๐จ, comparati nel testo con i dati presenti del 1959 e 1961 risultano sostanzialmente inalterati ma, soprattutto nelle zone costiere prospicenti i centri urbani, cominciavano a mostrare concentrazioni al limite dellโinizio dei processi di eutrofizzazione.
Questa era unโevidenza dettata dalla mancanza di collettazione fognaria in relazione allโaumento della popolazione e presenze turisticheโฆampiamente compensata perรฒ dal volume gardesano che, con un enorme capacitร di diluizione, consentiva di mantenere le acque del Lago di Garda in uno stato di oligotrofia.
Inoltre giร allora si era ben consci di quanto le geografia giocasse a favore in questo senso.
Infatti il ๐๐๐๐ข๐ง๐จ ๐ข๐ฆ๐๐ซ๐ข๐๐๐ซ๐จ, in relazione al volume del lago, risulta molto piccolo ed inversamente proporzionale rispetto gli altri laghi.
Praticamente il territorio che per โpendenzaโ drena e dilava materiale a lago, come se fosse un imbuto dove il centro รจ rappresentato appunto dal lago, risulta estremamente ridotto, con una conseguente ridotta capacitร di drenare possibili inquinanti a lago.
Quindi grande diluzione e conseguentemente grande โmitigazioneโ in linea di massima.
Ecco come si manifesta gran parte della resilienza del Lago di Garda. Lo studio, che andรฒ anche ad indagare i volumi del pescato, riporta cali importanti in relazione al Carpione e Trota Lacustre.
Si notano nei dati, espressi in tonnellate/anno, anche gli aumenti del prelievo ittico in concomitanza dellโarrivo delle reti di nylon e motori marini, molto piรน performanti e veloci dei sistemi precedenti.
Infine i rilievi delle ๐ฆ๐๐๐ซ๐จ๐๐ข๐ญ๐ ed altri parametri furono indagati e pubblicati in questo testo non tanto per permettere un confronto con dati di archivio, allora non presenti in quanto mancavano precedentemente studi adeguati per permettere una comparazione, ma per scattare unโistantanea del Lago di Garda affinchรฉ amministratori e ricercatori del futuro potessero avere appunto dati da comparare, per definire unโevoluzione.
Si valutรฒ davvero ogni scenario, addirittura controllando ogni scarico a lago conosciuto, ogni presa a lago, ogni fabbrica presente calcolandone lโimpatto ambientale, eccโฆoltre tutti i dati delle analisi ambientali, tra prelievi, carotaggi dei fondali e molto altro.
Ci sarebbe bisogno di un lavoro comparativo esteso e completo come allora, ordinando i dati attuali elaborando in caso i mancanti, un โ๐๐๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ฌ๐ญ๐ฎ๐๐ข๐จ ๐ฉ๐๐ซ๐ฆ๐๐ง๐๐ง๐ญ๐โ insomma, come avevo previsto e scritto nel Contratto di Lago.
Essendo ormai concluso lโiter per la ๐ฅ๐๐ ๐ ๐ ๐ข๐ง๐ญ๐๐ซ๐ซ๐๐ ๐ข๐จ๐ง๐๐ฅ๐ ๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ง๐ข๐๐ข๐๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐๐ซ๐๐ง๐ ๐ ๐๐จ๐ญ๐จ๐ซ๐ข (sempre inserito nel Contratto di Lago) vorrei quindi porre le basi per ripetere le modalitร dello studio di allora, aggiornate ad oggi.
Immaginare il coinvolgimento ancora di IRSA e CNR, insieme alle ARPA e APPA, risulta fondamentale a mio parere per rispondere adeguatamente al messaggio che i ricercatori di allora lasciarono in modo cosรฌ chiaro e lungimirante con la pubblicazione di quellโimportante testo scientifico dal titolo: โ๐๐ง๐๐๐ ๐ข๐ง๐ข ๐ฌ๐ฎ๐ฅ ๐๐๐ ๐จ ๐๐ข ๐๐๐ซ๐๐ โ ๐๐๐ ๐๐๐๐, ๐๐๐๐โ.
Oggi quella moltitudine di dati e analisi sono come una “capsula del tempo” che ci mostra il Lago di Garda com’era oltre mezzo secolo fa.
LโIstituto di Ricerca sulle Acque, ๐๐๐๐-๐๐๐, pubblica i risultati degli studi che furono commissionati nel โ68 per il Lago di Garda allo scopo di definire lโevoluzione del piรน grande lago dโItalia.
Il testo di oltre 500 pagine รจ una fotografia dettagliata di un lago mentre รจ in piena evoluzione antropica.
Al tempo dello studio mancava ancora il sistema di depurazione, i reflui urbani per la maggior parte erano convogliati a lago attraverso condotte sub lacuali.
Abitanti e turisti erano lontani dai numeri attuali.
Un esempio: nel 1968 Peschiera del Garda contava poco meno di 7000 abitanti rispetto gli oltre 10.900 attuali, mentre erano giร circa 500.000 le presenze turistiche, aumentate oggi di oltre 2.000.000 di unitร .
Questa evoluzione si riscontra bene o male per tutti i comuni gardesani.
Il consumo del suolo era in accelerazione, alberghi, campeggi, moli, darsene, porti, lungolaghiโฆtutto correva parallelamente ad un turismo in crescita che chiedeva servizi i quali, a loro volta, aumentavano lโappeal turistico, consolidando il valore questa destinazione.
Questo testo รจ una dimostrazione della grande capacitร di resilienza del Lago di Garda, ancora in atto, nonchรฉ della sua fortunata situazione geografica.
I dati del testo pubblicato, nonostante la spinta antropica dettata principalmente dal turismo e da una popolazione in crescita, descrivono la tenuta del sistema Garda, senza manifestare in modo evidente quelle โsofferenzeโ invece giร palesi in altri laghi italiani.
Ecco alcuni esempi, magari meno conosciuti di altri, emersi dei dati delle ricerche citate:
Lโinventario degli ๐จ๐ซ๐ ๐๐ง๐ข๐ฌ๐ฆ๐ข ๐ฉ๐ฅ๐๐ง๐๐ญ๐จ๐ง๐ข๐๐ข censiti (zoo-fitoplancton) sono appunto tipici di laghi oligotrofici (poveri di sostanze nutritive) e ben equilibrati.
Anche la ๐๐จ๐ฆ๐ฉ๐จ๐ง๐๐ง๐ญ๐ ๐๐๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐๐ (che vive sul fondale o al suo interno) รจ positivamente di densitร modesta e con una biodiversitร elevata, confermando quanto sopra; in proporzione sono maggiori gli ๐จ๐ฅ๐ข๐ ๐จ๐๐ก๐๐ญ๐ข (sono vermi dโacqua per intenderci), seguiti dai ๐๐ก๐ข๐ซ๐จ๐ง๐จ๐ฆ๐ข๐๐ข (larve degli insetti), ๐๐ง๐๐ข๐ฉ๐จ๐๐ข (crostacei) e ๐ฆ๐จ๐ฅ๐ฅ๐ฎ๐ฌ๐๐ก๐ข.
Tra gli anfipodi, a riconferma del buono stato qualitativo gardesano, sono ben presenti lโEchinogammarus, Niphargus e Synurella.
Questi tre anfipodi sono molto esigenti per poter sopravvivere, necessitano di condizioni ottimali, tanto che nel Lago Maggiore, il Niphargus, era giร scomparso da almeno 25 anni prima della pubblicazione di questi studi, in aggiunta la componente planctonica gardesana era quella che si poteva osservare, sempre nel Maggiore, solo 30 anni prima.
๐ ๐ฌ๐๐ฅ๐ข ๐๐ข ๐๐ณ๐จ๐ญ๐จ ๐ ๐๐จ๐ฌ๐๐จ๐ซ๐จ, comparati nel testo con i dati presenti del 1959 e 1961 risultano sostanzialmente inalterati ma, soprattutto nelle zone costiere prospicenti i centri urbani, cominciavano a mostrare concentrazioni al limite dellโinizio dei processi di eutrofizzazione.
Questa era unโevidenza dettata dalla mancanza di collettazione fognaria in relazione allโaumento della popolazione e presenze turisticheโฆampiamente compensata perรฒ dal volume gardesano che, con un enorme capacitร di diluizione, consentiva di mantenere le acque del Lago di Garda in uno stato di oligotrofia.
Inoltre giร allora si era ben consci di quanto le geografia giocasse a favore in questo senso.
Infatti il ๐๐๐๐ข๐ง๐จ ๐ข๐ฆ๐๐ซ๐ข๐๐๐ซ๐จ, in relazione al volume del lago, risulta molto piccolo ed inversamente proporzionale rispetto gli altri laghi.
Praticamente il territorio che per โpendenzaโ drena e dilava materiale a lago, come se fosse un imbuto dove il centro รจ rappresentato appunto dal lago, risulta estremamente ridotto, con una conseguente ridotta capacitร di drenare possibili inquinanti a lago.
Quindi grande diluzione e conseguentemente grande โmitigazioneโ in linea di massima.
Ecco come si manifesta gran parte della resilienza del Lago di Garda. Lo studio, che andรฒ anche ad indagare i volumi del pescato, riporta cali importanti in relazione al Carpione e Trota Lacustre.
Si notano nei dati, espressi in tonnellate/anno, anche gli aumenti del prelievo ittico in concomitanza dellโarrivo delle reti di nylon e motori marini, molto piรน performanti e veloci dei sistemi precedenti.
Infine i rilievi delle ๐ฆ๐๐๐ซ๐จ๐๐ข๐ญ๐ ed altri parametri furono indagati e pubblicati in questo testo non tanto per permettere un confronto con dati di archivio, allora non presenti in quanto mancavano precedentemente studi adeguati per permettere una comparazione, ma per scattare unโistantanea del Lago di Garda affinchรฉ amministratori e ricercatori del futuro potessero avere appunto dati da comparare, per definire unโevoluzione.
Si valutรฒ davvero ogni scenario, addirittura controllando ogni scarico a lago conosciuto, ogni presa a lago, ogni fabbrica presente calcolandone lโimpatto ambientale, eccโฆoltre tutti i dati delle analisi ambientali, tra prelievi, carotaggi dei fondali e molto altro.
Ci sarebbe bisogno di un lavoro comparativo esteso e completo come allora, ordinando i dati attuali elaborando in caso i mancanti, un โ๐๐๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ฌ๐ญ๐ฎ๐๐ข๐จ ๐ฉ๐๐ซ๐ฆ๐๐ง๐๐ง๐ญ๐โ insomma, come avevo previsto e scritto nel Contratto di Lago.
Essendo ormai concluso lโiter per la ๐ฅ๐๐ ๐ ๐ ๐ข๐ง๐ญ๐๐ซ๐ซ๐๐ ๐ข๐จ๐ง๐๐ฅ๐ ๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ง๐ข๐๐ข๐๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐๐ซ๐๐ง๐ ๐ ๐๐จ๐ญ๐จ๐ซ๐ข (sempre inserito nel Contratto di Lago) vorrei quindi porre le basi per ripetere le modalitร dello studio di allora, aggiornate ad oggi.
Immaginare il coinvolgimento ancora di IRSA e CNR, insieme alle ARPA e APPA, risulta fondamentale a mio parere per rispondere adeguatamente al messaggio che i ricercatori di allora lasciarono in modo cosรฌ chiaro e lungimirante con la pubblicazione di quellโimportante testo scientifico dal titolo: โ๐๐ง๐๐๐ ๐ข๐ง๐ข ๐ฌ๐ฎ๐ฅ ๐๐๐ ๐จ ๐๐ข ๐๐๐ซ๐๐ โ ๐๐๐ ๐๐๐๐, ๐๐๐๐โ.
Oggi quella moltitudine di dati e analisi sono come una “capsula del tempo” che ci mostra il Lago di Garda com’era oltre mezzo secolo fa.